I nostri giorni sulle Alpi Apuane – Luglio 2016

I NOSTRI GIORNI SULLE ALPI APUANE   07-10/07/2016 

 

Siamo riusciti ad apprezzare ogni vetta, ogni salita, ogni goccia della nostra fatica perché erano oggetto di sfida; siamo cresciuti dentro con la capacità di affrontare le sfide come veri alpinisti, noi siamo dei veri alpinisti.

Questo è vero non perché  abbiamo compiuto gesta eclatanti, ma perché siamo riusciti a rispettare tutto quello che la montagna ci offriva; e la montagna offre più di quanto si possa immaginare.

Tutto questo è successo a noi, i ragazzi del Club Alpino Italiano di Perugia, che il giorno 07 di luglio abbiamo lasciato la nostra città per quattro giorni; durante essi abbiamo vissuto l’esperienza che molti alpinisti, molto più considerevoli di noi, non hanno mai vissuto: abbiamo affrontato le vette del Corchia e del Pania nelle Alpi Apuane.

Con un rapido viaggio in pullman a fianco dei nostri amici siamo arrivati alle pendici degli aspri monti, esattamente nel paesino montano di Levigliani, dove un bus-navetta dall’aria malandata ci ha accompagnato cigolando all’ingresso dell’Antro che ospitava le grotte del monte Corchia. Non solo gigantesche, le grotte erano un vasto repertorio di situazioni legate al territorio e al tempo che le circondava e di cui erano intrisi quei monti: foreste fossili, spaccature, fiumi sotterranei e gallerie che il tempo aveva impresso in quel territorio.

L’escursione fino al rifugio è stata quella più faticosa forse perché il peso eccessivo, per alcuni, da portare nello zaino rallentava il ritmo, o forse perché ci eravamo disabituati a camminare ...

Il rifugio, Rifugio del Freo, era situato nella valle, a 1180 m rispetto al livello del mare,tra i monti Corchia e Pania poco lontano dalla sorgente che riforniva la zona paludosa di Fociomboli.

I rifugisti ci hanno accolto la sera, al nostro arrivo, con una bella zuppa calda e un letto confortevole e nonostante la nostra vivacità e le nostre “manie di protagonismo” sono riusciti a sopportarci con immensa cordialità e disponibilità, cosa che da non tutti è stata notata ma che meriterebbe più di quanto abbiamo dato.

Dal rifugio siamo partiti i due giorni seguenti per la conquista dei monti:

l’Anello del Corchia e il giorno dopo il Pania della Croce, i quali hanno impegnato due giorni della nostra avventura. La giornata era organizzata, in linea di massima, pedissequamente ai ritmi degli escursionisti: con una rapida sveglia alle prime luci per sfruttare tutta la freschezza delle ultime ore notturne di cui il giorno era privo, seguita poi da una colazione leggera prima della partenza.

“La montagna non è un gioco e va presa in modo serio”- Questo era il primo consiglio dei più esperti, siamo riusciti a costatare questa verità durante le due escursioni sulle vette, dove sarebbe bastato un minimo passo falso per rimetterci la vita; non si può scherzare quando passi in un sentiero sulla cresta della montagna o quando ti trovi in un luogo con alta possibilità di frane –“Bisogna starci con la testa! I giochi si fanno dopo!”- .

Per fortuna non è successo nessun inconveniente in nessuna delle escursioni e siamo riusciti a tornare illesi alle comodità del rifugio.

L’ultimo giorno, i più volenterosi, non hanno perso occasione di visitare la mistica tana dell’ “uomo selvatico”, di cui si conoscono molte leggende strettamente legate alle culture dei piccoli paesi montani del luogo. Il viaggio è proseguito, poi, insieme a tutto il gruppo; questa volta diretti verso casa.

Il pullman che ci avrebbe riportati a casa ci aspettava in un paesino incantato situato sulle sponde di un lago montano, Isola Santa. Pur essendo il percorso in discesa si è rivelato più difficoltoso del previsto, lasciandoci sfiniti, o quasi, al termine di esso al punto che la vista del pullman ci sembrò alquanto appetibile.

Nonostante tutte le fatiche, nonostante le difficoltà, nonostante le simpatie e le antipatie sono certo di aver trovato una cosa che va oltre e tutto questo; un cosa che vale più di tutto il marmo delle Alpi Apuane!

Ho scoperto un nuovo amore, l’amore per la montagna!   

Andrea F. 14 anni

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